È necessario cambiare i propri software per entrare in CReSCI?

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Per l'adesione al circuito CReSCI e l'utilizzo della piattaforma per l'interoperabilità l'Ente è tenuto a verificare e rispettare i requisiti minimi di hardware, software e rete necessari per aderire al circuito CReSCI.

Verificato il rispetto dei requisiti minimi per l'adesione a CReSCI, va poi valutato l'utilizzo che si vuole fare dell'interoperabilità, ovvero l'ambito di cooperazione a livello di applicativi.

In linea generale, l'Ente grazie alla cooperazione applicativa mantiene l'autonomia nella progettazione dei propri sistemi informativi. Non è ad esempio vincolato al campio dei propri applicativi per poter dialogare con altri Enti, o a mantenere soluzioni "parallele" per poter dialogare con Enti diversi. La cooperazione applicativa permette infatti ad un Ente di poter dialogare con altri Enti mantenendo l'autonomia nella progettazione e gesitone delle soluzioni informatiche interne. Questo è possibile proprio grazie all'"esperanto" (standard e regole) che viene definito tra gli Enti.

Avendo la cooperazione applicativa il preciso scopo di fare in modo che l'accesso alle informazioni fra gli Enti avvenga in modo "trasparente" per l'utente, l'Ente dovrà organizzarsi affinché i propri software riescano a tradurre da e per l'"esperanto" utilizzato per lo scambio di dati tra sistemi differenti.

I software di cui gli Enti si devono dotare, quindi, devono essere essi stessi interoperabili. A titolo indicativo, gli Enti possono valutare tre possibilità per realizzare questo adeguamento della propria dotazione software: